Set 16 2008
Il messaggio di Arecibo
Ad Arecibo, sulla costa Nord del Portorico, ricavato all’interno di una cavità naturale nella roccia, è installato da oltre 30 anni il più grande radio-telescopio del mondo. La superficie riflettente è di 305 metri di diametro ed è composta da quasi 40.000 pannelli di alluminio. E’ dotato di un trasmettitore potentissimo, che viene anche utilizzato dall’Università di Cornell e dal governo americano per studiare lo spazio lontano. Frank Drake (all’epoca direttore dell’osservatorio) e Carl Sagan, ritenevano che l’essere umano fosse probabilmente solo nell’universo, non tanto perché non ci fosse vita altrove, bensì perché questa vita sarebbe stata talmente lontana da non poter entrare in contatto con noi, e probabilmente nessuna civiltà potrebbe vivere abbastanza a lungo da coprire questo enorme spazio.
Fu così che il pomeriggio del 16 dicembre 1974, essendo stato anche da poco potenziato il telescopio di Arecibo, il SETI (Search for Extra-Terrestrial Intelligence) decise di utilizzare questo imponente ed avanzatissimo radio-telescopio per inviare un messaggio in codice binario verso lo spazio.
Le onde elettromagnetiche inviate da Arecibo avevano una intensità impressionante. L’invio del messaggio ha richiesto tre minuti, ed è stato effettuato una sola volta. Il messaggio è stato codificato tramite il semplice spostamento del segnale fra due frequenze, poste nella banda dei 2.380 MHz.
Il fascio di onde elettromagnetiche inviate copriva una piccola parte di cielo, essendo indirizzato precisamente (attraverso la Via Lattea) verso un ammasso globulare di stelle chiamato M13, a circa 23.000 anni luce da noi, nella costellazione di Ercole, e comprendente centinaia di migliaia di stelle.
Ovviamente per avere una risposta (se mai ci sarà una risposta) dovranno centinia di anni, merito della sconfinata grandezza del nostro universo.
Nel messaggio erano contenute delle informazioni essenziali sulla Terra e sull’essere umano, una sorta di biglietto da visita che il terrestre porge all’eventuale abitante sconosciuto dello spazio extra-terrestre.
In alto c’è dunque la rappresentazione binaria da 1 a 10, o meglio la definizione del sistema di calcolo dei numeri binari. Per comprendere questo sistema possiamo contare come faremmo normalmente, ma escludendo qualsiasi numero che non sia zero o uno. Pertanto non conteremo 1,2,3,4 ecc bensì 1,10,11,100,100 ecc..
La sezione successiva contiene i valori binari 1, 6, 7, 8 e 15, che indicano i numeri atomici degli elementi primari della vita sulla Terra: idrogeno, carbonio, azoto, ossigeno e fosforo.
Insieme sono indicate le formule degli zuccheri e delle basi nei nucleotidi del nostro DNA.
Poi la rappresentazione della doppia spirale dell’acido desossiribonucleico (DNA).
Sotto all’indicazione chimica del DNA c’è una rappresentazione della sua struttura a doppia elica. Al centro delle 2 eliche abbiamo un numero a 32 bit, orientato lungo l’asse dell’elica, per suggerire che il suo scopo è comunicare la dimensione complessiva delle molecole: tre bilioni, è approssimativamente il numero di nucleotidi presenti nel genoma umano.
Sotto al DNA abbiamo una stereotipizzazione del corpo umano, con due braccia e due gambe.
A sinistra dell’immagine umana è il numero binario 1110 (rappresenta il 14) scritto al centro della barra di sinistra, che è alta come l’immagine dell’uomo. La barra suggerirebbe che quel numero fornisca la dimensione della figura. Ma in quale unità di misura? Presupponendo che il destinatario del messaggio conosca la lunghezza d’onda con la quale il messaggio viene ricevuto (in unità di lunghezza d’onda…”waveleght units” = 12,6 centimetri) ciò fornisce una scala di misura. Quattordici di queste unità di misura sono 176 cm, cioè orientativamente l’altezza media dell’uomo.
A destra dell’immagine umana invece è un altro numero a 32 bit, stavolta il valore binario della popolazione terrestre (che tradotto significa circa 4,29 bilioni di persone (stima della popolazione mondiale nel 1974).
La sezione successiva è una rappresentazione semplificata del nostro sistema solare, che mostra il Sole e 9 Pianeti, sommariamente indicandone le dimensioni. La Terra è spostata direttamente sotto la figura dell’uomo ed è scalata in alto rispetto alle altre, evidenziando in questo modo che si tratta del pianeta su cui viviamo,e da cui è stato inviato il messaggio.
L’ultima sezione indica l’origine specifica del messaggio stesso: il radiotelescopio di Arecibo, e il suo diametro indicato in un numero binario in basso (100101111110. che, secondo la stessa logica di prima, significa 306 metri).
Dunque la busta è stata sigillata e spedita, il destinatario è sconosciuto ma c’ è chi si augura che qualcuno possa intercettare il messaggio e dare una risposta… o forse una risposta ci è già arrivata?
Lo scopriremo insieme nel prossimo post sul Messaggio di Arecibo…
Settembre 16th, 2008 at 11:33
figoooooo……..